blog Archivi - Pagina 4 di 12 - Casa del Libro
Capolavori

Capolavori

Quando un cliente ci chiede di consigliargli un bel libro, ci sono alcune opere che rendono più entusiasmante – e più facile – il nostro mestiere. Comma 22 di Joseph Heller (ritradotto da Sergio Claudio Perroni) e Paura e disgusto a Las Vegas di Hunter S. Thompson (a cura di Sandro Veronesi) sono fra questi. Due capolavori abbacinanti per cui non bastano gli aggettivi, due grandi esempi della controcultura d’oltreoceano, e soprattutto due tre la migliori letture che ognuno di noi potrebbe pensare di intraprendere quest’estate. Sotto l’ombrellone o a casa nostra, al riparo da quella parte di mondo delirante, autoritaria, tronfia e egomaniaca che Joseph Heller e Hunter S. Thompson raccontarono magnificamente, staremo benone cullati dal ritmo delle loro parole e dalle loro (dis)avventure nelle viscere del sogno americano.

Il gran balùn

Il gran balùn

Un altro gioiello arricchisce la collana dei libri da parati di VerbaVolant edizioni, la casa editrice siracusana che tanto sta facendo parlare di sé in tutt’Italia: Il gran balùn, di Lucia Moschella e Stefania Arcieri.

Di notte il Pallone aprì gli occhi e parlò con la bocca ancora impastata dal sonno.

“Volerò?” chiese il Pallone.

“Voleremo insieme” rispose il Pilota.

Dieci anni a volare su e giù nel cielo, per il Pallone e il suo Pilota: da terra fino a 150 metri d’altezza, per mostrare ai passanti la città dall’alto di una gondola appesa ad un lungo cavo d’acciaio. Il cielo, però, misura 11 milioni 520mila metri, e il Pallone non può più sopportare di vederne sempre lo stesso pezzo, per quanto bello sia. Si sente fatto per volare, volare sul serio però, senza funi, senza freni. Riuscirà il Pilota ad accettare il suo desiderio?

La penna di Lucia Moschella racconta la libertà che si fa sogno appassionato, e l’amore che non esiste senza la vera comprensione di chi ci sta al fianco: una delicata allegoria che trova compimento nella tecnica particolare di Stefania Arcieri, che gioca sulla sovrapposizione intersecando pennellate di inchiostro e grafite, creando uno spazio cromatico liquido e sospeso allo stesso tempo.

Noir di Christopher Moore

Noir di Christopher Moore

Annunciamo con grande gioia l’ultima uscita di uno dei nostri autori preferiti, Christopher Moore, autore de Il vangelo secondo Biff, un libro comico e avventuroso, che ti fa piangere, che ti fa ridere, che ti appassiona, che ti esalta e ti strizza le viscere (un capolavoro, insomma), nonché uno dei libri più letti alla Casa del Libro.

Noir, questo il titolo del suo nuovo romanzo, che non vediamo l’ora di leggere, è appena arrivato e vi aspettiamo per farvelo conoscere. Perché se non avete mai fatto un giro per le pagine geniali, illuminanti e spiritose di Christopher Moore, be’… forse vi siete persi qualcosa.

Riportiamo dalla quarta di copertina:

Motor girl

Motor girl

Poche cose ci rendono più felici di colmare gli scaffali della Casa del libro con le opere geniali di Terry Moore, autore di Strangers in paradise, soprattutto se si tratta di una perla come questo imperdibile Motor girl.

Riportiamo dal sito di Bao publishingTerry Moore è un maestro nella caratterizzazione dei personaggi e Sam, la veterana che fa il meccanico nel deserto e parla con un gorilla gigante e vede gli alieni, non è che l’ultima delle sue memorabili creazioni. Sottile, simbolico, struggente e profondamente umano, Motor Girl, che negli USA è stato pubblicato come serie in dieci albi e che BAO raccoglie in un corposo volume con rilegatura all’olandese e apparato di materiale extra in appendice, è una storia molto cara al cartoonist di Houston. Un tassello importante nel suo corpus narrativo, in bilico tra l’onirico e il concreto.

Gli annientatori

Gli annientatori

Gianluca Morozzi non è più una promessa, una nuova voce del panorama italiano contemporaneo, Gianluca Morozzi in questi anni è diventato uno degli scrittori che semplicemente devi conoscere. Gli annientatori è il suo ultimo romanzo e non poteva certo mancare alla Casa del libro Mascali.

Riportiamo dalla scheda del romanzo:

Questo è l’inferno: non sapere da quanto tempo sei all’inferno.
Sono mesi o minuti che cammino in questo bosco desolato?
Sto cercando la piramide da due giorni o da vent’anni?
Se potessi farlo, mi strapperei il cuore con le mani. Ma non posso.
Non con
 queste mani.
E allora lo supplico, il mio cuore. Gli chiedo di fermarsi.
A ogni passo grido:
 Ti prego, fermati! Liberami!
Perché ti ostini a funzionare? Fammi morire!
Dentro questo bosco, io ci sono da vivo.
E anche l’inferno è preferibile agli Annientatori.
«Quand’è iniziato il percorso che mi ha portato a quest’inumana dannazione?»
A chiederselo è Giulio Maspero, giovane autore bolognese con due radicatissime passioni: la scrittura e le ragazze. Due strade certe per la rovina. Infatti, tra qualche romanzo più o meno di successo e qualche flirt non proprio innocente, nel mezzo di una calda estate si ritrova senza fidanzata – soprattutto senza la sua casa in cui vivere comodamente – e privo della pace necessaria per completare il romanzo che possa liberarlo, una volta per tutte, dalle insidie di un conto pericolosamente in rosso. Ma poi, in una delle sue serate solitarie in giro per Bologna, si imbatte in un fumettista cialtrone e grottesco in partenza per l’Uruguay, che gli offre di trasferirsi a casa sua per prendersi cura delle piante durante la sua assenza. Una casa piccola, in periferia, senza l’aria condizionata e con vicini invadenti… ma pur sempre una casa gratis. Così Giulio, risollevato da quest’improvvisa fortuna, si trasferisce. Ma perché i vicini, tutti parenti tra loro, sono così gentili e accoglienti? E perché in quella mansarda non ci sono piante? Meglio non chiederselo, forse, visto quant’è affascinante e disinibita la nuova dirimpettaia…
Sempre in equilibrio tra reale e surreale, con la consueta abilità Gianluca Morozzi accompagna i suoi lettori lungo una storia avvincente in cui, a poco a poco, dalle piccole crepe che si aprono in una situazione comune, filtra l’oscurità inquietante che si nasconde dietro la «normalità».

Il grande giorno

Il grande giorno

Con certi scrtittori è stato amore a prima vista, e uno di questo è il grandissimo Jack Ritchie. Non si può smettere di leggerlo. E quest’ultima raccolta fresca di stampa, Il grande giorno, ne è l’ennesima conferma.

Riportiamo dal sito di Marcos y Marcos:

Dal maestro del noir più amato da Alfred Hitchcock, quattordici storie dal meccanismo perfetto e senza una parola di troppo

Fred dice che cento la settimana è abbastanza onesto, e si può anche vederla così. Non che sia in grado di provare alcunché. Non c’è nulla che dimostri che l’ho assoldato, e in realtà non l’ho fatto. Forse dovrei smettere di pagare, ma non posso correre rischi. Non si sa mai, con questi ubriaconi. E comunque sia, è pur sempre il denaro di Fay.

Han detto di lui che avrebbe potuto scrivere I miserabili in due paragrafi, perché l’arte della sintesi è una sua grande virtù.
Hitchcock lo amava per questo, e per l’eleganza con cui ti avvince subito e ti spiazza sempre.
Gli bastano pochi tratti per far vivere un personaggio; due frasi per catapultarti nella storia.
Assassini per caso, killer professionisti, studentesse, cuochi, scrittrici, alcolizzati, cassiere, detective, ereditiere, maggiordomi e gigolò ci attirano in case confortevoli, nella cella di un carcere, in una tenuta di campagna, al tavolo di un locale o in vicoli bui, dove c’è stata una vittima, ci sarà presto, o magari non ci sarà.
Ben non sa usare la pistola e chi gliela mette in mano se ne pentirà; fare jogging lungo la scogliera è salutare solo se tua moglie ti vuol bene.
Mentire sul suo piatto preferito può salvare la vita a un condannato a morte, e il sesso con un altro non è la forma più pericolosa di infedeltà.
E se la cassiera uccisa durante una rapina tornasse al mondo con l’unico scopo di redimere il suo assassino? E se il cugino dato per morto, unico erede del castello, ti rubasse le sigarette dal cassetto per farti capire che tanto morto non è?
Nei racconti di Jack Ritchie non ci sono eroi, e il male è sempre relativo: prontezza di spirito, intuito, freddezza e una buona dose di cinismo sono armi vincenti nel gioco delle parti di una possibile realtà.

Pagina 4 di 12« Prima...23456...10...Ultima »