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Pontescuro

Pontescuro

Miraggi edizioni continua a sfornare chicche: ecco Pontescuro di Luca Ragagnin, fresco di stampa, e già selezionato per il premio Strega.

Riportiamo dalla quarta di copertina:

Il romanzo si svolge nel 1922, nella bassa padana, e segue una linea narrativa semplice: l’uccisione della bellissima e scandalosa figlia del signorotto locale. Colpevole è il fattore, mosso da invidia sessuale e sociale (quindi, si tratta a tutti gli effetti di un femminicidio ante litteram), ma dell’assassinio viene incolpato lo “scemo del villaggio”. Ragagnin dà voce alla nebbia, al fiume, al ponte, al cadavere della ragazza, a una ghiandaia, a una blatta; oltre al narratore, sono quindi i testimoni innocenti o le vittime a prendere la parola, a rispecchiare il male che alligna intorno a loro e contro di loro.

C’era una volta, nella bassa padana, un pontescuro costruito con pietre, sangue e nebbia, in mezzo al vuoto dei campi.
Intorno al ponte, sulle due rive che annoda, sono sorti poi un castello, dove abitano da sempre i padroni, e un villaggio, Pontescuro, dove abita da sempre la malora. Ovunque intorno, la nebbia, antica e onnisciente.
Nel 1922, anno di marce e violenza, la bellissima Dafne Casadio, la figlia del padrone, viene trovata morta con un nastro rosso intorno al collo. La nebbia, il fiume, la ghiandaia, la blatta sanno chi è stato a stringere quel nastro rosso fino al buio; ma di tutte le anime che vivono a Pontescuro, sarà l’unica innocente a essere accusata del delitto.

Pontescuro è il male dove abita l’uomo. Pontescuro è una storia sul male che abita l’uomo. Senza tempo, come la nebbia, senza ragione, come l’assassinio, senza salvezza, forse, se non per chi il male non ha mai abitato.

Tutte le sue grandezze

Tutte le sue grandezze

Già noto per due romanzi raffinatissimi e sfavillanti che abbiamo amato alla follia, La maniera dell’eroe (pubblicato da minimum fax) e Nata in riva al mare (Marsilio editori), Marco Vespa si è fatto attendere un po’ per il suo nuovo romanzo. Ma finalmente ci siamo: Tutte le sue grandezze, pubblicato da Il Palindromo, è disponibile anche alla Casa del Libro Mascali.

Riportiamo dalla quarta di copertina: Un antico palazzo che guarda il mare, il vulcano alle spalle sull’isola segnata dalla bellezza e il sorriso della decadenza. Catania che si distrae dalla sua storia.
Una piccola comunità è tra le mura di Palazzo Calasparra, al sicuro dalla memoria e dalle scosse che la terra invia. Arriva una nuova inquilina: è affascinante, inquieta, desiderosa di normalità. Viene accolta con leggerezza, fatta partecipe dei tentativi di eccitare la notte. Un altro inquilino osserva e accarezza il tempo che va via.
E il tremendo si mostra.

 

Palafox

Palafox

Che dire, di fronte all’ennesimo gioiello pubblicato da Del Vecchio editore rimaniamo a bocca aperta ed esclamiamo “wow!”. Palafox di Eric Chevillard è uno strepitoso romanzo arricchito dalla strepitosa copertina di Maurizio Ceccato.
Alla Casa del libro Rosario Mascali di Siracusa troverete sempre il meglio della produzione letteraria contemporanea.

Riportiamo dalla quarta di copertina:

Incostante ma coerente, inafferrabile ma pungente, improbabile ma impegnativo, Palafox è spuntato da un uovo sulla tavola di Algernon Buffoon, ambasciatore inglese in pensione. A prima vista, tutto lascia pensare che Palafox sia un pulcino, un semplice pulcino, dato che il suo uovo vola in mille pezzi, uno struzzo come ne escono ogni giorno in giro per il mondo, alto sulle zampe e dal collo smisurato, un cucciolo di giraffa molto ordinario, con il pelo giallo maculato di bruno, uno di quei leopardi silenziosi e temibili, volentieri mangiatori di uomini, uno squalo blu come tutti gli squali blu, assetato di sangue, insomma una seccante zanzara in più, con la sua tromba così caratteristica, un banale elefantino, ma presto si inizia a dubitarne. Palafox gracida. Palafox ci lecca la faccia e le mani. Allora le nostre certezze vacillano.

NATO NEL 1964 A LA ROCHE–SUR–YON, Eric Chevillard è uno dei più interessanti e originali scrittori francesi. Ha ideato il blog letterario L’Autofictif, molto seguito e discusso in Francia. Ha scritto moltissimi romanzi, tra cui i più famosi sono Mourir m’enrhume, 1987; Le Caoutchouc décidément, 1992; La Nébuleuse du crabe, 1993; Le Vaillant petit tailleur, 2004; Démolir Nisard, 2006; Sans l’orang–outan, 2007; Dino Egger, 2011; Le Désordre azerty, 2014, aggiudicandosi numerosi premi, tra cui il PRIX FÉNÉON, il PRIX WEPLER, il PRIX ROGER–CAILLOIS, il PRIX VIRILO e il PRIX ALEXANDRE–VIALATTE. Nel 2013, inoltre, la traduzione di uno dei suoi primi romanzi, Préhistoire (1994; Prehistoric Times), si è aggiudicata il BEST TRANSLATED BOOK AWARD, premio statunitense assegnato dalla rivista «Open Letters» e dall’università di Rochester. Quasi tutti i romanzi sono pubblicati, in Francia, dalla casa editrice Minuit, famosa per la sua attenzione agli autori di letteratura sperimentale.

Genesi 3.0

Genesi 3.0

Ecco una novità che abbiamo aspettato con estremo interesse, Genesi 3.0 di Angelo Calvisi, pubblicata da NEO, una casa editrice la cui ricerca di voci nuove – ed estremamente convincenti – ci ha sempre colpito.

Riportiamo dalla scheda di presentazione del romanzo:
Genesi 3.0 è una fiaba allucinata sui vincoli del potere e sulle storture del sangue, una satira visionaria su ciò che siamo o potremmo diventare.

Un bosco ai margini del mondo e, ai margini del bosco, un ragazzo e un uomo. Il ragazzo si chiama Simon, l’uomo è il Polacco. Vivono liberi e in attesa, perché un giorno il Polacco farà ritorno nella Capitale per compiere una misteriosa missione urbanistico/militare.
Nella grande città, la vita di Simon diventa un incubo di lavoro inutile, burocrazia tumorale e sanità alienata. Il risveglio arriverà all’improvviso, sull’orlo di un riscatto mai immaginato.
Tra echi kafkiani e rimandi al miglior Terry Gilliam, Genesi 3.0 porta la narrativa italiana dentro nuovi scenari.

“Per le varie specie di invertebrati sono il boia. Per i grilli e le formiche sono l’oscuro deterrente. Io mi considero il sovrano dei pidocchi delle foglie.”

Angelo Calvisi, genovese, nella vita ha svolto mestieri disparati: il giornalista, l’attore, il responsabile di un negozio di dischi e, tra il 2007 e il 2015, il cooperatore sociale. Dal 2015 al 2017 ha vissuto a Bonn, dove ha insegnato Italiano. Ha pubblicato saggi, graphic novel e diversi romanzi. Per “Il geometra sbagliato” (secondo episodio della sua Trilogia dei Matti) è stato paragonato ad autori come Volponi, Villaggio e Gogol. Nel 2018 è uscito al cinema Lazzaro, film che lo ha visto impegnato come attore e, assieme al regista Paolo Pisoni, come sceneggiatore. Con Adieu mon cœur (CasaSirio, 2016) ha vinto il premio “Quel libro nel cassetto”.
Genesi 3.0 è il suo ultimo romanzo.

Un cuore tuo malgrado

Un cuore tuo malgrado

Fresco di stampa: Un cuore tuo malgrado, romanzo d’esordio di Piero Sorrentino, autore e conduttore di Zazà, in onda dal 2010 su Radio 3.

Riportiamo dalla quarta di copertina:
Bianca è una giovane autista di autobus che ogni giorno, senza mai stancarsi di guardare in viso le persone, osservare il cielo, studiare i profili degli edifici, ripete percorsi noti, gli stessi che faceva suo padre quando lavorava nella medesima azienda. Una esistenza che scorre regolare fino a quando, una mattina, Bianca provoca un grave incidente, di cui lei stessa si troverà a scoprire l’entità un poco alla volta. Al suo fianco la sorella Margherita, che con quieta determinazione si impegna a proteggerla dai demoni del senso di colpa, provando a riportarla alla normalità. Nel tentativo di ristabilire un equilibrio, Bianca cerca un confronto con Dario Spatola, l’affermato fotografo rimasto coinvolto nell’incidente. Dopo un rifiuto iniziale, tra loro si tende un filo di comunicazione. Nel frattempo, da una cella della memoria in cui lo aveva congelato, riaffiora il ricordo della prima grande ferita della vita di Bianca, la morte del padre. Una seduta di fisioterapia dopo l’altra, la protagonista rimette in sesto il corpo e compie un ancor più faticoso allenamento dello sguardo e dell’anima, imparando a riconoscere il dolore e insieme l’amore che la circondano, al di là delle loro manifestazioni contraddittorie, fino a una inaspettata rivelazione che la costringerà a un confronto finalmente libero con il dolore di tutti.
Con una scrittura levigata e sorvegliatissima, adamantina, e insieme profondamente innervata, pronta ad accendersi e vibrare, Piero Sorrentino indaga con delicatezza la condizione esistenziale di una giovane donna in bilico tra autodistruzione e forza di volontà, che accoglie lo spasimo del mondo per dissolvere le illusioni e trasformarle in luce.

Piero Sorrentino è nato nel 1978 a Napoli, dove vive. Suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie Voi siete qui e Il corpo e il sangue d’Italia (minimum fax), Niente resterà pulito (Rizzoli), A occhi aperti (Mondadori). È dottore di ricerca in Studi letterari. Dal 2010 è autore e conduttore del programma radiofonico Zazà, in onda su Rai Radio3. Questo è il suo primo romanzo.

La disobbedienza sentimentale

La disobbedienza sentimentale

Ecco una novità che giunge particolarmente gradita: La disobbedienza sentimentale, romanzo di Eleonora Lombardo, autrice e giornalista palermitana di grandissimo talento. A noi della Casa del Libro sta piacendo da impazzire.

Riportiamo dalla quarta di copertina:

La disobbedienza sentimentale è una sfida d’amore che si trasforma in vendetta. La vendetta sentimentale, che porta al fallimento; la vendetta professionale, che è frutto del tracollo in amore; la vendetta nei confronti di Palermo, quasi irreale nella sua bellezza decadente.

«La vendetta è disobbediente quanto i sentimenti: il problema è che quando a pianificare è solo il carnefice non si sa fino all’ultimo qual è la reazione della vittima. Che proprio un attimo prima della fine può avere un sussulto inaspettato. Cosa succederà dopo sarà solo scompiglio. La vendetta si consuma sempre oltre i limiti»

Lucia ha la missione di «portare il bello» in una città come Palermo, dove la bellezza è soffocata. Salvatore è un geologo con la passione dei cavalli, allevatore del più importante trottatore siciliano. I due si conoscono da una vita perché le loro mamme erano molto amiche. Crescendo si perdono di vista finché, un giorno, si ritrovano alla festa di laurea di un’amica comune. E da quel momento riprendono a frequentarsi, scoprendo che la complicità dell’infanzia può trasformarsi in qualcosa di più forte e coinvolgente. Ma la loro storia d’amore non decolla, non riesce a tradursi nei desideri dell’una e dell’altro. Così quando Salvatore, dopo una vita di sentimenti «sospesi», si innamora di un’altra, Lucia, ferita nel suo sogno d’amore e nell’orgoglio, decide di vendicarsi, colpendo ciò che lui ha di più caro.

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