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Motor girl

Motor girl

Poche cose ci rendono più felici di colmare gli scaffali della Casa del libro con le opere geniali di Terry Moore, autore di Strangers in paradise, soprattutto se si tratta di una perla come questo imperdibile Motor girl.

Riportiamo dal sito di Bao publishingTerry Moore è un maestro nella caratterizzazione dei personaggi e Sam, la veterana che fa il meccanico nel deserto e parla con un gorilla gigante e vede gli alieni, non è che l’ultima delle sue memorabili creazioni. Sottile, simbolico, struggente e profondamente umano, Motor Girl, che negli USA è stato pubblicato come serie in dieci albi e che BAO raccoglie in un corposo volume con rilegatura all’olandese e apparato di materiale extra in appendice, è una storia molto cara al cartoonist di Houston. Un tassello importante nel suo corpus narrativo, in bilico tra l’onirico e il concreto.

Il grande giorno

Il grande giorno

Con certi scrtittori è stato amore a prima vista, e uno di questo è il grandissimo Jack Ritchie. Non si può smettere di leggerlo. E quest’ultima raccolta fresca di stampa, Il grande giorno, ne è l’ennesima conferma.

Riportiamo dal sito di Marcos y Marcos:

Dal maestro del noir più amato da Alfred Hitchcock, quattordici storie dal meccanismo perfetto e senza una parola di troppo

Fred dice che cento la settimana è abbastanza onesto, e si può anche vederla così. Non che sia in grado di provare alcunché. Non c’è nulla che dimostri che l’ho assoldato, e in realtà non l’ho fatto. Forse dovrei smettere di pagare, ma non posso correre rischi. Non si sa mai, con questi ubriaconi. E comunque sia, è pur sempre il denaro di Fay.

Han detto di lui che avrebbe potuto scrivere I miserabili in due paragrafi, perché l’arte della sintesi è una sua grande virtù.
Hitchcock lo amava per questo, e per l’eleganza con cui ti avvince subito e ti spiazza sempre.
Gli bastano pochi tratti per far vivere un personaggio; due frasi per catapultarti nella storia.
Assassini per caso, killer professionisti, studentesse, cuochi, scrittrici, alcolizzati, cassiere, detective, ereditiere, maggiordomi e gigolò ci attirano in case confortevoli, nella cella di un carcere, in una tenuta di campagna, al tavolo di un locale o in vicoli bui, dove c’è stata una vittima, ci sarà presto, o magari non ci sarà.
Ben non sa usare la pistola e chi gliela mette in mano se ne pentirà; fare jogging lungo la scogliera è salutare solo se tua moglie ti vuol bene.
Mentire sul suo piatto preferito può salvare la vita a un condannato a morte, e il sesso con un altro non è la forma più pericolosa di infedeltà.
E se la cassiera uccisa durante una rapina tornasse al mondo con l’unico scopo di redimere il suo assassino? E se il cugino dato per morto, unico erede del castello, ti rubasse le sigarette dal cassetto per farti capire che tanto morto non è?
Nei racconti di Jack Ritchie non ci sono eroi, e il male è sempre relativo: prontezza di spirito, intuito, freddezza e una buona dose di cinismo sono armi vincenti nel gioco delle parti di una possibile realtà.

Le visionarie

Le visionarie

Gongoliamo di gioia per l’arrivo di uno dei libri più belli, più potenti, più fantasiosi, più… più “tutto” in circolazione di questi tempi: Le visionarie.

L’antologia raccoglie ventinove racconti che tratteggiano i contorni di un mondo di volta in volta futuristico, inquietante, onirico o semplicemente strano. Sono racconti che spaziano dalla fantascienza al fantasy, dall’horror alla weird fiction, scritti da donne che hanno fatto la storia e il presente della narrativa fantastica, e che incrociano gusto per l’invenzione di mondi altri e riflessione femminista. Il risultato è un caleidoscopio di storie immaginarie che, in maniera imprevista e mai ordinaria, legano letteratura di genere e letteratura sul genere. Tra le visionarie che si alternano in questa antologia, troviamo tanto nomi classici come Ursula K. Le Guin e Angela Carter quanto nuove protagoniste della speculative fiction come Nnedi Okorafor, tanto firme storiche come Octavia E. Butler e Joanna Russ quanto figure inclassificabili come Leonora Carrington, tanto maestre del fantastico come Tanith Lee e Alice Bradley (in arte James Tiptree Jr.) quanto scrittrici ancora poco conosciute in Italia come l’argentina Angelica Gorodischer, la finlandese Leena Krohn e l’indiana Vandana Singh. A curare l’antologia, la coppia simbolo della rinascita weird anni 2000: Ann e Jeff VanderMeer. La prima, già direttrice della leggendaria rivista Weird Tales; il secondo, autore tra le altre cose della fortunata Trilogia dell’Area X. L’edizione italiana del libro è stata coordinata da Claudia Durastanti e Veronica Raimo, che per tradurre i diversi racconti hanno chiamato a raccolta un gruppo di autrici, giornaliste e accademiche provenienti sia dal mondo della narrativa di genere che non: Emmanuela Carbé, Marta Maria Casetti, Gaja Cenciarelli, Silvia Costantino, Livia Franchini, Tiziana Mancinelli, Sara Marzullo, Francesca Matteoni, Oriana Palusci, Lorenza Pieri, Chiara Reali, Clara Miranda Scherffig, Nicoletta Vallorani, Cristina Verrienti.
[NOTA: tratto dalla scheda del libro nella pagina della casa editrice Nero editions]

L’ultima notte di Achille

L’ultima notte di Achille

Fresco di stampa per Castelvechi: L’ultima notte di Achille di Giuseppina Norcia.

È notte, Troia è ancora sotto assedio. Dall’accampamento greco si scorgono i bagliori lontani, tra i suoni del mare e l’odore dei roghi che si consumano come l’attesa della fine. Nel chiuso di una tenda un eroe e un dio ripercorrono la storia di una vita consacrata alla gloria; così, nella sua ultima notte, Achille ascolta la voce di Thanatos per conoscere il mistero della sua esistenza, il dono ambiguo della sua predestinazione. In un monologo quasi sussurrato, Thanatos “mette in scena” la vita di Achille, dalla sua infanzia a Ftia all’addestramento sul monte dei centauri, dai giorni di fuga a Sciro en travesti a quelli di attesa in Aulide, sino al tempo divorato dall’ira sotto le mura di Troia. Perché scoppia una guerra? Come fantasmi irrompono dei e uomini intrappolati dentro le maglie del destino, personaggi che pongono, pur senza pronunciarla, la stessa domanda.

GIUSEPPINA NORCIA (Siracusa, 1973)
Scrittrice, grecista e divulgatrice culturale, ha lavorato per oltre dieci anni presso l’Istituto Nazionale del Dramma Antico (Fondazione Inda). Ha pubblicato contributi e libri dedicati al mito, alla filosofia buddista e all’anima dei luoghi. Attualmente insegna Drammaturgia antica all’Accademia d’Arte del Dramma Antico.

Il problema dell’empatia di Edith Stein

Il problema dell’empatia di Edith Stein

Edith Stein (Studium2017) pone alla filosofia contemporanea il suo campo di riflessione più vivo: l’empatia. Condizione di possibilità della costituzione più intima dell’individuo ma che sempre ne segna il suo fondamento nella relazione intersoggettiva, l’empatia è in questo testo scandagliata in tutti i suoi piani esperenziali (da quello dei sensi a quello relazionale) per definirne il ruolo nello sviluppo di una dimensione spirituale dell’umano.

Il volto. Principio di interiorità di Cristiana Dobner

Il volto. Principio di interiorità di Cristiana Dobner

Unite nella drammaticità del loro destino di ebree, incrociatesi una sola volta nel campo di Westerbork, Edith Stein ed Etty Hillesum hanno dedicato la loro vita alla ricerca del volto umano più profondo  e vero, quello divino. Gioco corporeo e introspettivo per Etty Hillesum, che vive sul rovescio dell’autoreferenzialità per scoprire se stessa e gli altri, nella vitalità dello scambio duale. Ricerca dell’empatia come pratica contemplativa per Edith Stein. Cristiana Dobner (Marietti, 2012) svela la trama sottile che le unisce nella testimonianza di una possibilità concreta di vivere in pienezza l’esperienza umana.

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