Marilia Di Giovanni, Autore presso Casa del Libro - Pagina 10 di 17
La “poesia” della poesia di Del Vecchio editore

La “poesia” della poesia di Del Vecchio editore

La collana di poesia di Del Vecchio editore non poteva mancara alla Casa del Libro Rosario Mascali. Volumi raffinatissimi, splendidamente concepiti, da leggere e regalare ai propri cari.

Della mutabilità di Jo Shapcott: Il ritmo dei versi di Jo Shapcott è rapido e insieme ondeggiante, il suo linguaggio sensoriale e intellettuale è insieme enigmatico e diretto, difficilmente incasellabile, con richiami a Chaucer e a Rilke. La sua poesia, sebbene di rado apertamente autobiografica, non manca di toccare gli aspetti traumatici della sua vita, la malattia che l’ha colpita nel recente passato, gli eventi e le vite di chi intorno si muove e cammina sulle vie di una solitudine data da osservazione ed empatia. Spesso l’avvicinarsi al dettaglio si spinge fino alla fusione. E così raggiunge un estremo e lucido distacco, l’universalizzazione della singolarità. In alcuni componimenti, l’elaborazione poetica dell’esperienza autobiografica è presente e chiara: in Procedimento la descrizione del sapore amaro delle mandorle, che rimanda al pericolo della morte, si tramuta, sorso dopo sorso, in una sorta di inno al tè, e rivela la gratitudine per la possibilità di poterne ancora gustare il sapore, per arrivare al metaforico accenno a una nuova capacità percettiva che rivela un’identità rinnovata, e alla gioia del poter ancora avvertire l’energia e la potenza salvifica della poesia.

La ragazza dal fiore pervinca di Miroslav Kosuta ripercorre l’intero arco della produzione poetica di Miroslav Košuta, che si evolve da ormai oltre cinque decenni in un costante processo creativo e ricopre un posto fondamentale nella produzione lirica slovena contemporanea. Nei primi decenni del dopoguerra la poesia di Košuta vive fasi artistiche profondamente diverse. Echi e influenze dello spazio geografico in cui viene elaborata intessono la sua poesia e continuamente rimandano a momenti esterni alla poesia stessa. Cultura slovena, italiana, i grandi lirici spagnoli ne delineano lo sfondo e si fanno parte della visione poetica. Nelle liriche di Košuta si coglie tutto l’inquietante destino personale e nazionale, inserito spesso in modo dichiarato nel paesaggio che si estende da Trieste a Duino e nelle Valli del Natisone. Con immagini di tangibile realtà quotidiana, il poeta intende cantare il male di vivere, raccontare la storia nazionale e sociale della sua gente senza mai indulgere in toni declamatori o patetici, ma riuscendo, a volte con ironia e acre sarcasmo, a farsi interprete di un’esperienza profondamente umana. Come evidenzia Tatjana Rojc: «Etica della parola: questa è, di fatto, la dimensione poetica di Miroslav Košuta. Che accompagna il lettore attraverso il percorso umano e artistico in cui il poeta definisce e cesella il proprio microcosmo, seguendo l’intreccio del divenire e dei singoli destini. Un microcosmo fatto di metafore quotidiane e frammenti di assoluto».

Il coltello che ricorda di Hilde Domin: una delle voci poetiche più significative della seconda metà del Novecento e, negli anni Settanta–Ottanta, una figura centrale nella discussione letteraria tedesca. Nel 1987, in occasione del suo settantacinquesimo compleanno, Fischer dà alle stampe la raccolta Gesammelte Gedichte(Poesie in raccolta). La selezione, curata dalla Domin stessa, comprende una nutrita scelta di poesie scritte tra il 1951 e il 1985, tratte dalle raccolte già pubblicate con l’aggiunta di alcuni testi inediti o comunque fino ad allora difficilmente reperibili. Gesammelte Gedichte viene pubblicata in concomitanza con il ciclo di lezioni di Francoforte tenute da Hilde Domin (1987/88), a cui dà il titolo La poesia come momento di verità. In seguito, la poetessa darà alle stampe la raccolta Eppure l’albero fiorisce, ultima delle sue antologie poetiche e una versione rivista di Ti voglio, nel 1995. In questo volume, il terzo della serie che Del Vecchio Editore dedica alla poetessa, si dà conto degli sviluppi letterari di Hilde Domin negli ultimi anni della sua attività poetica, presentando al pubblico italiano un compatto insieme di testi autobiografici, teorici e lirici, che si commentano e presentano gli uni con gli altri rendendo evidente la compatta organizzazione del pensiero creativo e filosofico di Hilde Domin. Al centro della riflessione restano e si fanno più nitide la potenza della parola poetica e l’incitamento al coraggio civile, che è innanzitutto la capacità di uscire dagli schemi e accettare la propria umanità aprendosi all’incontro con l’altro: «Solo colui che è crocifisso/ le braccia/ spalancate/ dell’Io–sono qui».

 

Consonante K

Consonante K

Fresco di stampa, un nuovo arrivo in libreria: Consonante K di Davide Morganti.

Il tempo della fine delle ideologie in un romanzo forsennato, comico, irriverente, mistico e visionario.

Consonante K è un febbrile generatore di storie e microstorie che si susseguono e si intrecciano nel mondo tra gli anni Cinquanta del Novecento e l’inizio del nuovo millennio, raccontando la fine delle ideologie e quello che ne è seguito. Morganti mette in scena decine di personaggi e li fa muovere tra la Germania e la Russia, l’Olanda e l’Estonia, gli Stati Uniti e il Messico. Tutti sono legati da fili sottili, e tutti, con le loro sorprendenti avventure, hanno a che fare con il crollo di un mondo incapace di uscire dal suo folle cimitero chiamato Storia. Un medico estone vede ruzzolare in casa sua i mattoni del muro di Berlino e comincia a vagabondare tra i paesi ex-sovietici in cerca di un’impossibile ricomposizione. Un lavorante ebreo è perseguitato da continue apparizioni della Madonna. Un teorico negazionista perde la vista, che gli torna soltanto quando si mette davanti alla televisione. In Russia, un cane controlla lo spaccio di droga a Mosca e Lenin risorge dal proprio mausoleo per diventare buttafuori, mafioso, e, una volta volato oltre oceano, wrestler. Predicatori televisivi lanciano messaggi apocalittici e cittadine addormentate nella provincia americana vivono nell’incubo dei serial killer. All’indomani dell’attacco delle Torri gemelle, una coppia vuole fondare una nuova religione e per farlo si avvale dell’assistenza del demonio. Questi, a bordo di una Chrysler, si ritroverà a sfrecciare nel deserto messicano inseguito da turisti, fedeli e malavitosi di ogni risma e nazionalità, tutti desiderosi di impossessarsi di ciò che custodisce nel bagagliaio: il corpo di Cristo. È un mosaico complesso e potente che mescola il bene e il male, il sacro e il profano, le vite dei protagonisti e le umbratili biografie della massa, raccogliendo i lapilli incandescenti di un’epoca che avrebbe voluto ricomporre il Kosmos e ha invece riattivato il Kaos. Un libro sullo sradicamento e sulla grottesca tragedia dell’essere uomini.

Il catalogo storico della Casa del libro Rosario Mascali

Il catalogo storico della Casa del libro Rosario Mascali

Man mano che andiamo avanti nel nostro lavoro di catalogazione la collezione della Casa del Libro Rosario Mascali si arricchisce di nuovi tesori: Alfred Jarry, William Faulkner, Matthew P. Shiel, Barnard Malamud, James M. Cain, Eugene Ionesco, Alfred Doblin e molti, molti, molti altri ancora, tutti in prima edizione Oscar Mondadori. Vi aspettiamo in libreria per farveli scoprire.

La guerra dei Murazzi

La guerra dei Murazzi

Fresco di stampa: La guerra dei Murazzi di Enrico Remmert, Marsilio Editore.

Enrico Remmert è il cantastorie delle vite qualsiasi che si incrociano e si intrecciano in quel luogo dell’anima – pieno di pericoli e possibilità, di scelte e rischi – che è la Notte. A ciascuno dei suoi personaggi è offerta una scelta. Si può essere eroi o vili, si può fuggire o restare, si può combattere o nascondersi. Tutto nella Notte si decide: soprattutto l’amore. E così l’autore raduna, in una Torino più magica che vera o in una Cuba più sognata che reale, una folla di personaggi, ciascuno legato a un destino al quale vuole aderire o dal quale vuole liberarsi. Un buttafuori albanese, una ragazza cubana, un parrucchiere giapponese, un gruppo di hooligan inglesi, due serbi allevatori di cani, e tanti altri: su di loro incombe la Storia con tutto il suo peso inerte e la sua pressione senza volto. Con eleganza, delicatezza e una trepidazione che non diventa mai sentimentalismo, Remmert racconta queste esistenze, minime e trascurabili come la nostra, mostrando il punto in cui, magari per una volta nella vita, diventano incandescenti: e si trasformano, o bruciano.

Hanno detto di “La guerra dei Murazzi”:

«Quattro racconti bellissimi, scritti con grande talento e altrettanto grande artigianato, che aprono nel tessuto della realtà varchi verso altre dimensioni.»
Dario Voltolini
«È la cosa migliore che abbia letto negli ultimi anni.»
Ernesto Aloia
«Enrico Remmert al suo meglio: in un libro che è allo stesso tempo lo spaccato di una stagione irripetibile e l’ultimo battito del cuore pulsante di una notte durata vent’anni.»
Giuseppe Culicchia
«Un libro che mi è piaciuto molto e che a ogni pagina regala sensazioni davvero belle.»
Alessandro Barbero
«La guerra dei Murazzi di Remmert è un libro che contiene un dispositivo magico.»
Luca Ragagnin
«Di Remmert stupisce sempre il fatto che sia la scrittura e non la trama a creare ritmo: punteggiatura, misura delle frasi, brevità dei dialoghi; con questi strumenti riesce a creare tensione narrativa anche dove i fatti procedono con calma.»
Alessandro Perissinotto
«La guerra dei Murazzi vibra sulla pagina non solo per l’esattezza dello sguardo e per la pulizia della ricostruzione degli eventi, ma anche per il ritmo della scrittura, per le parole che battono il tempo alle notti torinesi di cui racconta, delle vite che le abitavano, e della corrente del fiume cui la città, in quegli anni, affidava speranze e peccati.»
Fabio Geda
Enrico Remmert è nato nel 1966 a Torino. Per Marsilio ha pubblicato tre romanzi: Rossenotti (1997), La ballata delle canaglie (2002) e Strade bianche (2010). È tradotto in una decina di lingue.
http://www.enricoremmert.com/
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