Dicembre 2020 - Casa del Libro
Le isole di Norman

Le isole di Norman

“Camminare sulle impronte del passato non è mai una buona idea. Si finisce per scoprire che il passato non esiste, non in quella forma in cui lo abbiamo sempre pensato.”

Veronica Galletta è un’autrice siracusana che vive e lavora a Livorno. Con il suo romanzo d’esordio, Le isole di Norman (ed. Italo Svevo) ha vinto il premio Campiello Opera Prima 2020. Il tempo e la memoria sono i motivi portanti della sua storia, ambientata negli anni ’90 a Ortigia, la quasi Isola di Siracusa in cui Elena, una giovane studentessa universitaria, vive con il padre e la madre. Quando all’improvviso quest’ultima scompare senza lasciare tracce, senza neanche una lettera o un biglietto, Elena inizia a cercarla utilizzando un rituale che comprende l’uso di alcune mappe da lei disegnate, con le quali inizia a perlustrare tutti gli angoli dell’isola disseminando ovunque libri come esche per attirarla, mentre avvengono incontri e i ricordi riaffiorano come tante altre isole dimenticate. Il passato, a causa di un incidente avvenuto quando era piccola, ha lasciato cicatrici sul suo corpo, e attraverso il gesto simbolico della mappatura di luoghi mentali e di ricordi letterali Elena affida alla ricerca della madre un suo personale percorso di crescita e di elaborazione del tempo perduto . La mancanza, l’assenza sono per l’autrice una possibilità aperta alla scoperta di chi, pur essendoci stata, rappresenta comunque un mistero insondabile: “è l’assenza l’essenza di sua madre”. Il tesoro che troverà sarà quello inciso sul palmo della sua mano, la forza per andare avanti da sola dovrà trovarla in sé stessa e nel patrimonio che ha ricevuto dai genitori, come sempre e come tutti imperfetti, sia nella presenza sia nell’assenza.

Le linee della mano sono le coordinate della sua geografia interiore, i segni sul corpo sono le tracce che compongono il  suo passato. L’incidente che ha segnato la sua infanzia ha lasciato impressi i solchi e i rilievi da cui è partita la sua particolare, unica e irripetibile storia, la sua personale geografia i cui confini hanno un nome: Lilliput e Laputa, Atlantide e Mompracem, i nomi che aveva dato fin da bambina alle cicatrici indelebili che costituiscono, attraverso la chiave della fantasia e dell’immaginazione, il suo nascondiglio del tesoro. Nella ricerca della madre, Elena inventa il gioco in cui “spargo per l’isola tracce di mia madre, i libri che lei amava tanto”. Lascia tracce che segnano la sua presenza come un richiamo fatto di segni che solo loro due possono decifrare e decodificare. Mappe interiori che portano nel posto del cuore. L’incidente l’ha abituata a una solitudine riempita dalla presenza dell’amico immaginario che è sempre stato lì a portata di mano. Da adulta la solitudine della madre riverbera in lei e farsene carico significa assumerne le sembianze per decifrare i pochi segni che lei andandosene ha portato con sé: la pianta di basilico nero, il suo gilet rosso e un libro: La montagna incantata. “E basta, non una lettera, una parola, un saluto”. Lasciare andare a volte è l’unica soluzione per crescere, rinunciando all’idea che esista la possibilità di controllare il caos, organizzare il flusso della vita, “ridurre tutto a colonne di libri, da mettere in ordine su una griglia da analizzare.”

articolo di Leontine Regine

L’isola delle tenebre

L’isola delle tenebre

Esce oggi un libro che attendevamo con molta curiosità: L’isola delle tenebre, raccolta di storie siciliane dell’orrore che si spingono oltre i luoghi comuni oleografici d’una sicilia da cartolina, per approdare in territori oscuri in cui il folklore magico si mischia con Lovecraft, con la letteratura gotica e con l’horror politico. L’isola delle tenebre è una bellissima  e succosissima antologia horror ideale per gli amanti del genere, ma anche per gi amanti della letteratura tutta e per chi fosse curioso di fare un giro per queste pagine di letteratura siciliana non convenzionale. Il volume è stato curato da Giuseppe Maresca e Luca Raimondi e pubblicato da Algra Editore con splendide illustrazioni di Giulio Pappalardo; e contiene racconti di: Stefano Amato, Corrado Artale, Roberto Azzara, Federico D’Amore, Piergiorgio Di Cara, Antonino Genovese, Eleonora Lombardo, Giovanni Marchese, Giuseppe Maresca, Roberto Mistretta, Luciano Modica, Giuseppina Norcia, Angelo Orlando Meloni, Luca Raimondi, Giusy Sciacca e Salvo Zappulla.

Lo potete trovare già sui nostri scaffali insieme a molte altre proposte, orrorifiche e non, per un Natale da brividi all’insegna delle grandi letture.